Care amiche e cari amici PGS, dopo la meritata pausa estiva, siamo pronti a ripartire, mantenendo accesa la fiamma dello sport in cui crediamo: uno sport capace di educare, creare legami e generare speranza.
Quest’anno desideriamo accogliere e fare nostro l’invito rivolto da Papa Leone XIV nella lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza: “Chiedo a tutte le realtà educative di inaugurare una nuova stagione che parli al cuore delle nuove generazioni, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita”. Il carisma salesiano — ai cui valori la nostra Associazione si ispira fin dalle origini — ha una vocazione specifica nella storia, nel mondo, nella Chiesa: ci è chiesto di essere segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani, specialmente a quelli che vivono situazioni di povertà o vulnerabilità.
Qui trova senso anche il nostro impegno attraverso lo sport. La “S” di PGS ci ricorda proprio questo: la nostra identità diventa concreta quando sappiamo andare incontro a chi ha meno opportunità e rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione alla vita sportiva. La nuova stagione ci conduce verso due anniversari importanti: il centocinquantesimo della pubblicazione del testo di don Bosco Il sistema preventivo nella educazione della gioventù — apparso nel 1877 — e il sessantesimo della fondazione delle PGS, costituite il 9 novembre 1967 per iniziativa del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS) e del Centro Italiano Opere Femminili Salesiane (CIOFS).
Queste ricorrenze ci invitano non soltanto a fare memoria, ma a rinnovare la passione educativa che ha segnato la nostra storia e che, ancora oggi, orienta il nostro impegno attraverso lo sport. Per don Bosco prevenire non significa controllare o impedire ma essere presenti, offrire fiducia e creare le condizioni perché il bene possa crescere. Significa educare attraverso la ragione, la religione e l’amorevolezza, facendo sentire ogni giovane conosciuto, accolto e amato.
Lo sport è un luogo privilegiato per vivere il Sistema Preventivo. Nel campo da gioco, in palestra e negli spogliatoi i giovani imparano il rispetto delle regole, la lealtà, la responsabilità, la collaborazione e la capacità di affrontare una sconfitta. Tutto questo diventa autenticamente educativo quando ogni ragazzo viene prima del risultato e nessuno è lasciato indietro. È qui che sport e giustizia sociale si incontrano.
Non basta accogliere chi già frequenta i nostri ambienti: dobbiamo domandarci chi rimane fuori e perché. Pensiamo ai ragazzi le cui famiglie non possono sostenere i costi dell’attività sportiva e a quanti vivono situazioni di povertà educativa, disabilità, solitudine, discriminazione o fragilità familiare. In questa stagione così significativa desideriamo affidare ad ogni società affiliata alle PGS una consegna: compiere almeno una scelta concreta che renda lo sport più accessibile ai ragazzi e ai giovani che vivono situazioni di povertà o vulnerabilità, valutando anche l’istituzione di “borse sportive”, insieme ad altre forme di sostegno e collaborazione con le realtà educative e sociali del territorio.
Nessun ragazzo dovrebbe rinunciare allo sport perché la sua famiglia non può sostenerne i costi o perché nessuno è andato a cercarlo. La qualità salesiana delle nostre società sportive si riconosce soprattutto dalla capacità di raggiungere, accogliere e accompagnare chi rischia di rimanere ai margini. I nostri ambienti siano luoghi nei quali ogni giovane possa sentirsi a casa, scoprire le proprie risorse e diventare protagonista di un mondo più giusto e fraterno.
Questo è il nostro augurio e il nostro impegno: continuare a credere nei giovani, fidarci di loro e scegliere di partire da chi ha meno opportunità.
Buona stagione sportiva!