L’educazione delle nuove generazioni passa anche dalla pratica: provare, sbagliare, riprovare, testare i propri limiti e migliorare. L’educazione non passa solo dai libri: anche un nastro può essere un compagno di viaggio per la crescita individuale. La ginnastica ritmica è tutto questo: esercizio, pratica. Una sfida con i propri limiti, dove la passione è il motore che spinge le giovanissime verso un continuo miglioramento. Crescita ed educazione: due pilastri della Don Bosco Cup. Una magia che si rinnova da decenni e che da decenni contribuisce a far crescere giovani.
Uno degli appuntamenti più attesi è a Lignano Sabbiadoro: la Finale Nazionale di ginnastica ritmica, in programma dal 27 aprile al 3 maggio, nella cornice del Pala Bella Italia. La conclusione di un percorso che dura un anno agonistico: allenamenti ed esercizi, ma anche divertimento e amicizia.
Laura Lodi, Direttore Tecnico Nazionale PGS e Responsabile di Settore della ritmica, ci ha accompagnato nel cuore del Pala BellaItalia, aspettando che nastro, clavette, cerchio e palla prendano la scena.
Laura, cosa rappresentano le Finali Nazionali?
Per le nostre atlete sono il culmine di un intero anno di impegno e dedizione. Non sono soltanto un’occasione di confronto con realtà
provenienti da tutta Italia, ma anche un prezioso spazio di svago e socialità. Attraverso la competizione e le attività di animazione — tipiche della nostra identità salesiana — cerchiamo di trasmettere i valori che guidano il nostro operato.
Quando è nato il tuo amore con la ginnastica?
Ho cominciato a praticarla a 4 anni e in realtà non ho mai smesso. Però il vero amore è nato da allenatrice: non sono stata una grande ginnasta, mentre da allenatrice mi sono tolta grandi soddisfazioni.
Domanda da allenatrice quindi: quali sono gli aspetti tecnici più importanti da costruire nelle prime fasce d’età?
Nella ginnastica ritmica, le prime fasce d’età (solitamente dai 5 agli 8-9 anni) rappresentano la fase della “alfabetizzazione motoria”. Non si tratta solo di imparare esercizi, ma di costruire l’architettura fisica e mentale su cui poggerà tutta la carriera dell’atleta. A questa età, le bambine hanno una naturale elasticità che va canalizzata. In questa fase non cerchiamo la difficoltà estrema, ma la familiarità con gli attrezzi.
In che modo la ginnastica ritmica può aiutare bambine e ragazze a crescere anche sul piano personale?
La ginnastica ritmica non rappresenta soltanto un’attività sportiva dal punto di vista fisico e tecnico, ma si configura come una vera e propria scuola di vita. Questa disciplina, che unisce precisione, coordinazione e un forte senso dell’estetica, contribuisce in modo significativo alla crescita personale e al rafforzamento del carattere di chi la pratica.
Un aiuto anche nella vita quindi
Praticare la ritmica significa imparare sin da bambine il valore della costanza e della perseveranza. Ogni piccolo progresso — come riuscire in un nuovo movimento o perfezionare una spaccata — nasce infatti da tanta pratica e dalla pazienza di ripetersi più volte. Grazie a questa esperienza, le giovani ginnaste sviluppano anche una notevole capacità organizzativa, che spesso si riflette positivamente nella gestione degli impegni scolastici e delle attività quotidiane.
Che atmosfera si respira solitamente alle Finali Nazionali, soprattutto tra le atlete più piccole?
Nelle prime fasce d’età, la sfida principale è gestire l’emozione prima di entrare in pedana. Un ambiente accogliente aiuta le ginnaste a trasformare errori tecnici in momenti di crescita, favorendo il sorriso, la ripresa dell’attrezzo e il completamento dell’esercizio, sostenute da tecnici e genitori.
Che messaggio vorresti lanciare alle giovani ginnaste che si preparano a partecipare alle Finali Nazionali?
In PGS diciamo sempre che lo sport è gioia, e vorrei che fosse proprio questo il vostro spirito in quei giorni. Siate orgogliose di voi stesse: sarete lì perché avete lavorato sodo per un anno intero, superando momenti difficili e allenandovi con costanza. Già solo questo traguardo è una vittoria.
In gara ognuna di voi avrà la sua sfida personale, ma ricordatevi che il successo non si misura solo con un voto. Il vero risultato è la passione che mettete in quello che fate e il legame che stringete con le vostre compagne. Entrate in pedana con il sorriso, divertitevi e date il massimo. Alla fine, i ricordi più belli e le risate varranno molto più di una medaglia al collo.