Finali Nazionali DBC 2026 | A Lignano pronto lo show dell’Artistica Maschile: “Un punto di arrivo e un momento di ripartenza”

Il corpo è il nostro primo attrezzo; la mente, la forza che lo guida. Nella ginnastica artistica questa unione si fa tangibile: ogni esercizio imparato non è solo tecnica, ma una lezione di vita appresa. Con questo spirito, domenica 26 aprile, i riflettori del Pala BellaItalia si accenderanno sulla Finale Nazionale di Don Bosco Cup di ginnastica artistica maschile.

L’appuntamento offrirà ai giovanissimi ginnasti l’occasione di mostrare il frutto di un intero anno di dedizione. Davanti agli occhi di genitori e amici, si metterà in moto quel “magico meccanismo” che rende questa disciplina unica. L’errore che si trasforma in insegnamento. Il miglioramento che alimenta l’autostima. La sfida che genera voglia ulteriore di crescere.

A guidare il settore GAM PGS è il responsabile Mattia Rusin, che sta accompagnando atleti e staff in questo countdown. Sotto la sua direzione, il Pala BellaItalia si prepara a diventare il palcoscenico di un evento dove il valore educativo conta più del punteggio dei giudici.

La ginnastica come una scuola di vita, Mattia. La tua scuola di vita quando è iniziata?

Il mio amore per la ginnastica non nasce come il classico colpo di fulmine ma più come un innamoramento coltivato nel tempo. Ho semplicemente accompagnato un amichetto d’infanzia a fare una prova in palestra e da lì è iniziata una storia lunga 30 anni. Dal ruolo di ginnasta, a quello di tecnico e giudice, la passione per la ginnastica ha continuato a crescere, nonostante molte difficoltà, sacrifici e risultati raramente esaltanti. Con il tempo sono sempre stati più evidenti i traguardi a livello di crescita personale, di esperienze sportive e umane indimenticabili insieme a persone eccezionali con le quali ho condiviso e continuo a condividere un percorso importante. Per questo ogni giorno di più sono innamorato del mondo della ginnastica, per l’eccezionalità dei suoi valori sportivi ed umani, che la rendono, oltre allo sport che eleva all’eccellenza massima lo spettacolo del movimento umano, anche una vera e propria scuola di vita.

Le Finali Nazionali della Don Bosco Cup sono sempre un momento molto atteso: cosa rappresentano, dal tuo punto di vista?

Per me rappresentano una grande novità, essendo al primo anno nel mondo PGS. Ho forte curiosità di scoprire il clima di un evento così sentito, di vedere i ginnasti all’opera e tutto il contesto che accompagna le finali; mi aspetto una bella esperienza che potrà regalare emozioni positive.

Quali sono gli aspetti più importanti nella preparazione dei giovanissimi ginnasti?

Per i ginnasti più giovani è fondamentale la cura della preparazione tecnica, ponendo massima attenzione allo sviluppo delle capacità coordinative per la conoscenza e il controllo del proprio corpo, essenziali per costruire una base tecnica solida. Al pari, va coltivato l’aspetto mentale, indispensabile per permettere ai giovani ginnasti di affrontare con serenità e divertimento uno sport che richiede molta dedizione e sacrifici, affinché si trasformi in una sana passione.

In che modo la ginnastica artistica può aiutare i bambini a crescere anche sul piano personale? Come si sposa questa disciplina con il carisma salesiano?

La ginnastica rappresenta in concreto il principio del “non importa quante volte cadi, ma quante volte hai la forza di rialzarti”: in palestra si cade spessissimo e per fortuna sui tappeti morbidi! E cadendo si impara. I bambini che praticano ginnastica artistica sono chiamati costantemente a sviluppare resilienza ed autoefficacia, gestendo le emozioni per superare gli ostacoli che l’allenamento mette loro di fronte, quando si trovano davanti alla responsabilità di affrontare in prima persona gli attrezzi. Il tutto in un ambiente sano ed inclusivo, dove si impara a rispettare l’impegno degli altri, e dove, nonostante la natura individuale dello sport, il supporto del gruppo (compagni e allenatori) è fondamentale, in perfetto stile salesiano.

Se dovessi dare un ultimo consiglio ai ragazzi che saliranno sul quadrato o sugli attrezzi, cosa diresti?

Vivete a pieno l’esperienza, mettendo il massimo impegno e concentrazione in gara per dimostrare a voi stessi che tutto l’allenamento svolto dà i suoi frutti. La Finale è un punto di arrivo e allo stesso tempo un momento di ripartenza, quindi, a prescindere dal risultato, date il meglio di voi, senza dimenticare di divertirvi e far tesoro di questa esperienza.

Qual è un primo bilancio sulla prima stagione da responsabile di settore fino a questo momento?

Il settore GAM è attualmente in piena ripartenza, un cantiere aperto che ha gettato le basi per crescere, i numeri di Lignano lo testimoniano. Ho comunque trovato un buon numero di persone interessate e disponibili a collaborare e valorizzare il settore. Abbiamo iniziato a raccogliere feedback da chi lavora sul campo e a rivedere i programmi tecnici per calibrarli sul parterre dei nostri ginnasti, in modo da rendere appetibili le gare al maggior numero possibile di bambini e società, con l’obiettivo nel futuro prossimo di ampliare significativamente l’attività sui territori. Inoltre vi sarà da potenziare il settore della giuria, favorendo i corsi di formazione per nuovi ufficiali di gara, grazie ai quali sarà più agevole organizzare le gare. Il bilancio quindi è ancora “work in progress”, con diverse idee e novità da mettere in pratica con il nuovo anno sportivo.

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