A Napoli il Circuito dell’Inclusione fa tappa sul sagrato del Duomo

“Lo sport per me è vita e passione”. Non serve altro. Tra il rumore di un dritto e l’eleganza di una volée, bastano queste poche parole — pronunciate con il sorriso da una giovanissima atleta — per catturare l’anima della nona tappa del 1° Circuito dell’Inclusione, iniziativa organizzata dalle PGS Campania in stretta sinergia con l’Arcidiocesi di Napoli. Scenario d’eccezione il sagrato del Duomo di Napoli, che per l’occasione si è trasformato in un campo da tennis a cielo aperto. Qui, il gioco si è trasformato in un potente veicolo di inclusione e crescita collettiva.

Protagonisti assoluti sono stati infatti i ragazzi con disabilità cognitive provenienti dai centri di tutta la regione. Sotto l’ombra del Duomo, gli atleti hanno dato vita a una sessione di allenamento speciale, guidati dai loro maestri e tecnici.

Oltre l’attività agonistica, la giornata ha regalato ai partecipanti un’esperienza culturale immersiva. Grazie ai ragazzi del MUDD (Museo Diocesano Napoli), gli atleti e le loro famiglie sono stati guidati alla scoperta delle meraviglie artistiche e spirituali della Cattedrale, unendo la disciplina fisica alla ricchezza del patrimonio storico napoletano.

A rendere possibile l’iniziativa anche la presenza dei volontari dell’Azione Cattolica, Gioventù Francescana, Fondazione Napoli C’entro, Caritas e Pastorale Giovanile, La Scintilla Onlus, Progetto Policoro e il ramo Ets dell’Arcidiocesi.

“Lo sport è di tutti e per tutti. E siamo qui per testimoniare la sua forza nel creare ponti relazionali e nel facilitare le relazioni. Ma non solo: fa bene anche alla salute psicofisica”, ha detto al TGR Campania Antonio Verrazzo, Consigliere Nazionale delle Polisportive Giovanili Salesiane.

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