Il percorso di rilettura e rivisitazione del piano di formazione PGS è iniziato circa 4 anni fa quando, alla luce della fisionomia PGS sul territorio Italiano, si è preso atto della mutata utenza associativa e, in modo particolare, del repentino cambiamento del mondo giovanile, delle esigenze dei ragazzi abituati a cammini più incisivi e rapidi; alla loro capacità di apprendimento più pragmatico e meno contenutistico – teorico per cui si è notata molta fatica a livello di attenzione in aula, nel seguire le lezioni frontali in ambito formativo o di campo scuola residenziale; il venire meno di ambiti associativi locali in cui fosse forte il senso di appartenenza. Per non tralasciare poi il mutato mondo delle Federazioni che da tempo non hanno più concesso il riconoscimento federale ai nostri percorsi formativi per “alleducatori” ponendo i nostri tecnici o futuri tecnici di fronte a duplici impegni economici per ottenere i dovuti riconoscimenti validi in qualunque ambiente sportivo e non solo PGS.

Tutta questa situazione ci ha portati a fare una seria riflessione su come continuare a dare forte valore a ciò che da sempre, grazie a don Gino Borgogno e Sr. Giuliana Cabras, è stato il “fiore all’occhiello” della PGS e così da tutti sempre percepito: la formazione.

Là dove per formazione si è sempre intesa quella crescita integrale di cui è fondamento il Sistema Preventivo di Don Bosco che è alla base del nostro metodo educativo con cui intendiamo essere presenti nel mondo dello sport. Il percorso formativo PGS “riformato”, era stato con grande competenza e professionalità, curato dai delegati religiosi delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei Salesiani Sr. Maria Lucia Piva e don Dalmazio Maggi, nel 2000: a loro va ancora la nostra riconoscenza per il patrimonio che hanno lasciato all’Associazione. Ma abbiamo tutti ben presente come la rapidità con la quale cambia il tessuto sociale sia la caratteristica del nostro secolo, pertanto, si è condivisa l’urgenza di rileggere il “presente” sul quale lavorare.

Da questa situazione di partenza abbiamo pensato di farci aiutare da professionisti della formazione per capire, con occhio esterno, come fosse corretto e proficuo muoversi, dopo aver fatto una attenta lettura dell’oggi, a 360 gradi. Per questo abbiamo scelto di farci guidare dalla Cooperativa Vedo-giovane/Finis Terrae in quanto nata in ambito salesiano e quindi vicina alla nostra visione di giovane, di formazione e di crescita integrale. E grazie ai suoi operatoti, al loro input e accompagnamento sia in momenti formativi predisposti per le equipe regionali, sia nella presenza costante e residenziale nel corso della sperimentazione del campo Nazionale secondo le nuove metodologie, sia per la guida in itinere, siamo giunti ad una sintesi resa possibile dai tentativi per “prove ed errori”, messi in campi in questi 4 anni di riflessione. Il tutto ha visto come protagonisti le referenti regionali Figlie di Maria Ausiliatrice, co-responsabili della formazione; i Presidenti Regionali, i formatori Nazionali e Regionali; i responsabili dei vari sport a livello Nazionale. Tutti, in un modo o in altro, sono stati gli attori del gruppo “progetto” che avrebbe dovuto sperimentare prima su di sé, su una nuova logica di affrontare la formazione non più basata sulla trasmissione unicamente frontale di contenuti ma sulla ricerca-azione che poi utilizza come metodo privilegiato, il cooperative learning.

Il cammino è stato impegnativo ma anche entusiasmante per chi ha deciso di mettersi in gioco seriamente scommettendo su ciò che potesse essere maggiormente rispondente alle esigenze della Associazione. Pertanto con grande gioia consegniamo alle PGS ma al mondo dello sport educativo, questa guida che non vuole essere un gabbia dove tutti devono sentirsi imbrigliati ma un supporto che ci aiuti a condividere i punti essenziali ed i principi educativi – metodologici e tecnici che devono continuare ad essere linguaggio comune e condiviso. Questo presuppone anche dei momenti specifici di incontro delle equipe per ridefinire gli obiettivi ed i passi nella piena condivisione di intenti educativi e carismatici che nascono da un clima prima di tutto positivo tra i formatori. Sarà solo questa la strada vincente per poter consegnare il testimone a chi avrà coltivato in questi anni senso di appartenenza e vorrà portare avanti il sogno di Don Bosco di accogliere qualunque giovane per portarlo alla pienezza della vita, realizzato da don Gino Borgogno attraverso lo Sport.

Il mio Grazie particolare va quindi in particolare al Presidente Gianni Gallo che ha sostenuto questo cammino e alla grande collaborazione e condivisione fraterna unita a competenza professionale del Segretario Generale Ciro Bisogno e del Dott. Giunto Antonio e Silvia De Luca, che hanno accolto con entusiasmo questa sfida e scommessa. Ma il Grazie più intenso va a tutti coloro che quotidianamente faticano e si impegnano per portare avanti la nostra Associazione per il bene di tanti giovani.

Roma, 11 aprile 2015

Francesca Barbanera – FMA
Referente Nazionale PGS